Uno Yogi con un click: così porto lo yoga a casa di tutti

Appuntamento a casa, in ufficio o all’aperto (al parco, in terrazza, in spiaggia o in campagna)…Ovunque le persone ne sentano il bisogno per ritrovare con yoga, pratiche olistiche e cura del corpo se stessi; rimanendo concentrati sul presente: oggi più che mai!

L’idea è di Margherita Picciolo, trentenne milanese di adozione romana. Resta incinta e fa i conti con il mancato rinnovo del contratto di lavoro: «Che fare? Se non inventarsi qualcosa?».

«Quante volte rinunciamo a noi stessi per mancanza di tempo, pigrizia, piccole difficoltà? Quante volte ci manca la spinta?» È quello che si domanda Margherita..così arriva l’idea, messa a punto con l’aiuto di suo marito e realizzata con un team di project manager specializzati in europrogettazione e startup innovative. Appena un anno fa, nel febbraio 2019, nasce Yo’ “lo Yogi a casa Tua”, una piattaforma online sostenuta dalla Regione Lazio, dall’Unione Europea e dal FESR, che promuove yoga e benessere on demand aumentando il lavoro occupazionale dei maestri Yogi. In pochissimo tempo raccoglie le adesioni di tredici insegnanti certificati in tutta Italia e partono le prime esperienze one-to-one o insieme a piccoli gruppi di amici e familiari. Una straordinaria community che oggi porta in sette grandi città, al proprio domicilio, una pratica millenaria. Da dove nasce questa passione? Dove ha trovato Margherita le forze economiche? Come è riuscita ad ottenere l’appoggio di grandi Enti?

Questa è la sua storia!

Di cosa ti occupavi prima di lanciarti in questa avventura imprenditoriale? 

«Prima di avvicinarmi allo Yoga ero una ballerina. Mi sono formata all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano e ho sempre lavorato con compagnie indipendenti. Ho una laurea in scienze dell’educazione che mi è servita successivamente per unire pedagogia e insegnamento della danza classica».

Come è nata la tua passione per lo yoga? E, soprattutto, quando è nata l’idea di mettere in piedi Yo’?

«La mia passione per la filosofa yoga nasce dopo un lungo viaggio di due anni nel Sud Est asiatico. Ho lasciato Milano e la mia “zona di comfort” per un viaggio con un biglietto di solo andata. La scintilla è scattata in India – presso la comunità internazionale di Auroville nel Tamil Nadu -, qui ho iniziato a studiare i testi di Mère e Sri Aurobindo. Poi sono approdata al tappetino perché, oltre alla teoria, fremevo dalla voglia di passare alla pratica. Ritornata in Italia ho frequentato la scuola di formazione yoga e medicina di Roma, un percorso di tre anni che mi ha abilitato all’insegnamento. Così ho cominciato lavorando, contemporaneamente, presso una scuola materna internazionale dove, tra le altre cose, insegnavo danza e yoga ai più piccoli. Quando il contratto non mi è stato più rinnovato ho cominciato a pensare ad altre soluzioni, soprattutto, ho capito che il lavoro quando non c’è bisogna crearlo. A un certo punto, è arrivata la mia gravidanza e, da qui, l’idea dello yoga a domicilio. Ho ideato questa piattaforma partendo proprio dalle esigenze delle donne in attesa, per rendere loro la pratica dello yoga più accessibile in un momento in cui ci si sente stanche e appesantite, dopo di che, ho esteso il concetto ad un pubblico più ampio. Roma è una città difficile e caotica, a volte per spostarsi da un posto all’altro si impiega tantissimo tempo. Per le persone diventa così difficile ritagliarsi degli spazi quotidiani di relax e cura personale. Noi portiamo questi momenti a domicilio o, comunque, ovunque le persone lo desiderano, creando delle esperienze uniche».

Dall’idea al progetto: come ti sei mossa per avviare la tua startup?

«Premesso che mi ci è voluto circa un anno per organizzare le idee, raccogliere i contatti, le risorse umane ed ideare la piattaforma; sul piano finanziario oltre a un mio budget, mi è stata di grande aiuto la partecipazione al bando Pre-seed della Regione Lazio per le startup innovative. Per candidarmi mi sono rivolta ad un team di project manager che mi ha affiancato nella realizzazione del business plan. Yo’ ha ricevuto un importante contributo di 29 mila euro e questo mi ha permesso di sostenere la società nella sua fase iniziale: dalla costruzione della sua brand identity, fino alla realizzazione e al lancio della piattaforma web».

Una piattaforma che dà lavoro non solo a te, ma ad altri maestri. Come ci si candida? E come hai raccolto le prime adesioni?

«Le prime adesioni arrivano dal portafoglio di contatti costruiti durante gli anni della formazione. A Roma viene a formarsi gente da tutta Italia, quindi, sono partita con i miei colleghi di corso. Adesso è possibile candidarsi direttamente dal sito. Per entrare a far parte della squadra basta inserire i propri dati sulla piattaforma, sono io stessa a ricontattare i maestri e a selezionarli».

Quali sono i requisiti richiesti?

«Avere un adeguato percorso di formazione, avere uno o due anni di insegnamento alle spalle, specie one-to-one, condividere la nostra carta dei valori».

Chi si rivolge a voi?

«Per ora soprattutto le donne, spesso in attesa, e persone che hanno subito piccoli infortuni! Gente alle prime armi che cerca la comodità del proprio salotto di casa e la garanzia di un insegnante adatto alle proprie esigenze. La mia startup è nata in piena pandemia..purtroppo molti progetti ed esperienze programmate sono frenate dal periodo, in questo momento lavoriamo soprattutto da remoto».

Perché praticare yoga?

«Specie in questo periodo dovremmo tutti praticare yoga perché ci aiuta tantissimo, anche se ha bisogno di tanta pratica. Lo yoga aiuta a rimanere presenti nell’istante senza proiettarsi troppo sul futuro, di conseguenza, riduce lo stress e gli stati d’ansia, l’insonnia e gli attacchi di panico. Migliora la propria autostima e conduce fuori dalla propria zona di comfort. Lo yoga è uno strumento che consente di vivere meglio».

Chi può praticarlo?
«Tutti! Sfatiamo un mito, non è assolutamente vero che per praticare yoga occorre un fisico bestiale».

Qual è il costo medio di una lezione?
«Si parte da 35 euro».

Consiglieresti ad altri di fare impresa in questo periodo?

«In questo momento più che costruire, consiglio di progettare. Mettersi a tavolino e studiare bene che cosa si vuol fare, vedere – come ho fatto io – se c’è la possibilità di rendere la propria idea finanziabile e iniziare a ragionare. Del resto, il tempo di incubazione di un’impresa è minimo un anno. Quindi è proprio il periodo giusto per fermarsi e progettare».

Margherita dove vorresti che arrivasse la tua azienda?
«Come dicevo, la pandemia ha arenato tantissime idee e progetti che siamo riusciti a malapena ad accennare soltanto negli scorsi mesi di giugno e luglio. Oltre a fare quello che già stiamo facendo, mi piacerebbe allargare il discorso degli Yogi in ufficio e in azienda, ma adesso sono tutti in smart working. Implementare le esperienze en plein air accompagnate da vibrazioni musicali e tramonti. E poi spero di poter lanciare presto i viaggi di Yo’, per portare piccoli gruppi con me ad Auroville…dove tutto è iniziato!».

Di Daniela Iavolato

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Di |2020-11-20T12:15:31+01:0020 Novembre 2020|Categorie: Business, Storie|Tag: , , , , , , , |

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